Molti si chiedono: “perché dovrei fare volontariato?” Il concetto errato è quello di credere che solo perché è un’attività gratis, non ci guadagnano niente mentre in realtà, come vedremo in questo articolo, è tutto l’opposto .

Quando aiutiamo gli altri, abbiamo sempre un ritorno, ma molti non se ne rendono conto perché per loro il “ritorno” è solo quello materiale (soldi) e immediato. Aiutare gli altri invece richiede pazienza, tempo, dedizione e voglia di aiutare qualcuno solo perché lo si desidera fare. Se si pensa il contrario, allora si perde il vero spirito del volontariato.

Volontariato è……

Il volontario è una persona che, oltre a comportarsi correttamente nella vita di tutti i giorni, come studente o lavoratore, figlio o figlia, padre o madre, mette spontaneamente a disposizione del tempo per gli altri.

Per fare, con passione, qualcosa di utile, di realmente efficace.

Il volontario non è un eroe, una persona eccezionale, un “superman”, ma un cittadino responsabile.

Un cittadino è responsabile quando ha cura di sé, degli altri e dell’ambiente in cui vive (si dice cosi anche di una persona “matura”).

Un cittadino responsabile è una persona che rispetta le regole della convivenza, che partecipa alla vita sociale ( si informa, si aggrega e prende delle decisioni con gli altri), che chiede il rispetto dei propri diritti e tutela ( difende ) quelli di tutti. In altri termini questo comportamento si chiama cittadinanza attiva.

Volontari non si nasce, si diventa. Si impara ad esserlo facendo propri (si dice “interiorizzando”) alcuni valori e osservando altre persone metterli in pratica (testimonianza).

I valori in cui il volontariato crede sono, soprattutto:

* La solidarietà, che significa condividere qualcosa con gli altri per realizzare un bene comune o farsi carico di che ha bisogno per un fine diverso del proprio interesse personale. Per questo si parla di volontariato come “dono”;

* La giustizia sociale, per difendere i diritti di tutti a cominciare da chi non ha diritti;

* La non violenza come modo di vivere, fino a considerare la pace il valore cardine della convivenza tra i popoli;

* La legalità, con il rispetto della leggi da parte di tutti, a cominciare da se stessi  ,

* La qualità della vita, preoccupandosi come cittadino di avere, ad esempio, aria e ambiente più puliti, servizi più efficienti, città più vivibili e sicure;

* La crescita di “beni comuni”, da quelli simbolici come l’etica (l’uomo e la giustizia sociale al centro della vita sociale) a quelli materiali disponibili per tutti i cittadini ( parchi, servizi, scuole, centri sociali strutture e attività di tempo libero, ecc..).

I valori che caratterizzano il volontario sono diversi e opposti  ( alternativi) a quelli della ricerca del profitto o del guadagno come massimo bene, della competizione senza regole (l’importante è avere la meglio sugli altri), del consumismo (l’importante è il possesso dei beni), dell’utilitarismo (un’azione ha senso solo se produce un vantaggio concreto), di un certo liberismo ( ognuno per sé e tanto meglio per chi più ha).

Il volontario è una persona che agisce disinteressatamente, cioè gratuitamente ( senza guadagno) e senza cercare vantaggi di alcun tipo ma solo relazioni umane che diano senso o scopo alla sua vita. Facendo volontariato una persona si arricchisce di esperienze, di relazioni e promuove l’incontro e lo scambio tra tutte le persone. Per questo si dice che il volontariato aumenta la disponibilità di beni relazionali o del “capitale sociale”, quest’ultimo non meno utile per una società del capitale economico (le imprese, i soldi).

Il volontario non fa solo assistenza, carità, recupero alla vita sociale di persone messe ai margini della società (oggi si dice “inclusione sociale”) o interventi di emergenza (quando ormai il danno si è prodotto), ma contribuisce a fare prevenzione delle cause che creano disagio, ingiustizia sociale, diseguaglianza selle opportunità  (ad esempio tra uomini e donne o tra ricchi e poveri), degrado ambientale, povertà culturale.

Il volontario mette sempre al centro della sua attenzione le persone con i loro bisogni, i loro diritti e le loro potenzialità ( quello che potrebbero fare se avessero opportunità e sostegno), perché tutti, anche i meno fortunati o dotati, possano crescere, realizzarsi, trovare soluzioni ai loro problemi o conforto nei momenti meno fortunati della vita. quando si fa carico di qualcuno, il volontario lo aiuta a diventare autosufficiente, a sapersela cavare da sé.

Anche quando va incontro a chi nella vita ha sbagliato ( ad esempio a un detenuto o a un tossicodipendente) non lo giudica, ma lo accompagna e ne rispetta i tempi de crescita

Il volontario deve ” far bene il bene”, preparandosi e migliorandosi costantemente, assumendosi della responsabilità insieme agli altri e portando fino in fondo un impegno preso.

I  volontari non possono farsi carico di tutti i bisogni della popolazione né possono gestire tutti servizi o sostituirsi a chi li realizza meglio, i loro compiti sono soprattutto quelli di fare mediazione tra i cittadini e le istruzioni (avvicinando gli uni alle altre), di fare sensibilizzazione sui bisogni e sui problemi (richiamando l’attenzione e informando correttamente la popolazione). Di intervenire nei confronti di chi è in stato di bisogno attraverso attività di ascolto, orientamento, accompagnamento, prime risposte alle necessità , materiali, di assistenza e relazionali. Talvolta, e nelle forme organizzate, il volontariato sperimenta nuovi servizi o soluzioni innovative aprendo delle strade e allargando l’offerta di opportunità per la popolazione. Nella sua azione cerca sempre di coordinarsi ad organismi pubblici e privati a cui può fornire un contributo di qualità con prestazioni che nessun altro soggetto può realizzare. Sono le prestazioni che umanizzano i servizi, li rendono più accoglienti e a misura d’uomo.

Se la gratuità è la caratteristica che distingue il volontario da qualunque altra persona che agisce nella società. Distingue anche l’organizzazione di volontariato da qualunque altro organismo pubblico o privato ( Stato, impresa, cooperativa sociale che produce beni o servizi, associazione a esclusivo vantaggio dei soci, fondazione che dà finanziamenti, etc..).

Senza la gratuità i volontari non potrebbero trasmettere con efficacia i valori in cui credono e che manifestano. Sarebbero quindi poco credibili nel loro compito, oggi forse il più importante, di educare i cittadini alla solidarietà. Ecco perché il volontariato è importante per quello che è, per i valori che comunica (” saper essere”), prima ancora che per quello che fa, che realizza in pratica (“saper fare”).

È quindi scuola di solidarietà .

Il volontariato, specie quello organizzato in associazioni o gruppi di volontari, ha come obiettivo una società migliore e proprio per questo è capace di fare delle denunce se vede che qualcosa non va, di proporre delle soluzioni ai problemi, di anticipare delle risposte ai bisogni non soddisfatti del cittadini, di valutare l’operato della istituzioni pubbliche e di coinvolgerle.

Non intende però sostituirsi a queste perché è ad esse che spetta per Costituzione la responsabilità di soddisfare i diritti dei cittadini.

Al fine di ottenere maggiore peso, considerazione e risorse per le proprie cause fa in modo di sensibilizzare e coinvolgere la popolazione, comunicando con efficacia valori e progetti.

Per questo si dice che il volontariato ha un ruolo “politico” che non vuol dire stare dalla parte di un partito, ma operare per il bene della ” polis”, cioè della comunità dei cittadini. Questo compito viene svolto meglio se i volontari e soprattutto i gruppi di volontariato, si coordinano, progettano e realizzano insieme attività e iniziative.

Il volontariato è quindi agente di cambiamento ed è tanto più efficace in questa funzione quanto più sollecita la partecipazione dei cittadini.

In definitiva il volontariato attraverso – la disponibilità, il disinteresse e il dono di ciascun praticante. – agisce affinché siano rispettati i diritti di tutti, vi siano più servizi nella vita sociale e, soprattutto, più democrazia, perché se i cittadini partecipano diventano sovrani e vivono meglio.

Perché fare volontariato?

Ci sono persone meno fortunate, persone malate, meno agiate che hanno bisogno di noi, e dedicare anche un’ora a settimana all’assistenza di qualche bambino, anziano o persona malata offre tanti benefici e soddisfazioni. Molti dicono: “ma io ho bisogno di soldi, non posso fare le cose gratis”. E’ giustissimo, nessuno ti sta dicendo di dedicare agli altri 8 ore al giorno tutti i giorni, ma va bene anche un’ora a settimana facendo volontariato nel campo che più ti piace.

I campi sono veramente molti: vanno dall’assistenza ai malati (in ospedale per esempio si può fare volontariato presso l’ A.V.O. seguendo un corso di pochi mesi e dedicare il proprio tempo nei vari reparti tra pediatria, geriatria, cardiologia, medicina generale ecc), ai senzatetto, agli immigrati, ai disabili, alle ragazze madri, alle case famiglia, nelle case di riposo o addirittura nei campi di lavoro ovunque ce ne sia il bisogno. Vedrai che questo tempo dedicato agli altri farà bene anche a te perché ti stai facendo un grande regalo. Siamo esseri sociali e ci dobbiamo aiutare. L’umanità è andata avanti così da millenni, con la cooperazione e l’impegno reciproco. Vediamo  adesso in modo più approfondito i benefici che si traggono dal fare volontariato.

Tutti i vantaggi del fare volontariato:

1) Ti confronti

Fare volontariato significa confrontarsi con persone diverse, idee diverse, età diverse, stato sociale diverso e tantissime altre persone tutte diverse tra loro. Parlando con loro puoi allargare le tue idee su tanti argomenti che prima credevi di non poter mai mettere in discussione. Parlare con persone diverse ti aiuta ad avere una visione più ampia delle cose e delle esperienze. Metti tante cose in dubbio e allarghi la tua mente.

2) Fare volontariato ti aiuta a socializzare

Come per fare sport, così fare volontariato aiuta ad entrare in contatto con gli altri, a comunicare e a comprendere il prossimo. Il vantaggio principale è quello di riuscire a superare la timidezza imparando così a socializzare subito, a non aver paura di prendere la parola, a dire la tua e iniziare un discorso in presenza di molte persone senza sentirti a disagio.

3) Aiutare gli altri ti fa crescere

In tutti i sensi, come persona, professionalmente, socialmente. Avrai un’altra visione di te stesso, del mondo, delle persone intorno a te. Aumenti la tua autostima, impari quali sono le tue potenzialità e ti sentirai meglio ogni giorno di più. Non perdere questa occasione.

4) E’ uno sbocco per la tua passione

Ormai i campi del volontariato sono davvero tanti e, come abbiamo visto prima, non c’è limite. In questo modo puoi coltivare la tua passione, puoi dedicarti ad essa qualche ora a settimana inizialmente e poi intensificare il tuo lavoro basato su questa meravigliosa esperienza.

5) Aumenti la tua esperienza

Inutile dire che l’esperienza si aumenta sul campo. Se non hai ancora la possibilità di lavorare, allora facendo volontariato comincerai a fare esperienza molto utile da aggiungere anche al tuo curriculum come esperienza sul campo. Impari a lavorare per uno scopo che non è il denaro ma è fare ciò che ami nonostante tutto. In questo modo, quando arriverà il momento di “lavorare” sarai pronto e non “arrugginito” dal non fare niente.

Più suderai in tempo di pace, meno sanguinerai in tempo di guerra.

6) Aiuta a riflettere sulla propria vita

Aiutare gli altri ti aiuta anche a riflettere sulla tua vita, su ciò che hai, su dove ti trovi, sulle tue fortune, sulle persone che hai attorno a te. Dunque, a fine giornata, dopo aver dedicato il tuo tempo agli altri, prenditi 10 minuti per scrivere le tue impressioni, come ti senti e cosa hai imparato.

7) Dimentichi più facilmente i problemi superficiali

Quando sei a contatto con la sofferenza o con malattie gravi, molte volte irreversibili, allora ti senti anche più fortunato e impari ad apprezzare la vita, a ringraziare ciò che hai e conservarlo con cura. Molti dei problemi per i quali ci “ammaliamo” sono superficiali e dovuti a una visione contorta della realtà e una falsa interpretazione di ciò che è grave e di ciò che non lo è. Dedica del tempo a chi soffre e imparerai ad apprezzare di più la tua vita.

8) Ne trai enorme soddisfazione

Fare volontariato dà enorme soddisfazione. Tutti noi abbiamo il bisogno di sentirci utili, di sentirci dire “grazie” e di essere apprezzati (i bisogni fondamentali sono 6. Te li spiego in questo mio articolo:  Facendo volontariato ti sentirai meglio, più apprezzato e così migliora anche la qualità della tua vita.

9) Dai un contributo all’umanità presente e futura

Aiutando gli altri dai un contributo personale all’umanità intera e non solo alla persona che direttamente aiuti. Qualsiasi gesto di carità, compassione e gentilezza (a questo proposito ti consiglio di vedere questo video: passa il favore) serve come esempio agli altri, ai tuoi figli e al resto del mondo. Facendo volontariato poggi le basi per un futuro sempre migliore dove si aiutano gli altri non solo in cambio di qualcosa di materiale.

10) Esci dalla routine

Se non stai lavorando, facendo volontariato eviti di stare a casa a far nulla o girovagare senza meta, e ancora peggio eviti di stare davanti alla tv e annoiarti (ricordati che una delle cause principali della stanchezza è la noia, ne ho già parlato Qui). Anche nel caso in cui lavori, il volontariato potrebbe essere un modo per uscire dalla routine e dallo stress lavorativo.

11) Avrai vantaggi nella carriera

Facendo volontariato avrai enormi possibilità di conoscere le persone giuste di quel ramo specifico. Entrerai così “nel giro” delle persone che si occupano da anni di quel mestiere e che a loro volta conoscono altre persone. Non è raro infatti che una persona che fa il lavoro della sua vita lo fa perché ha incontrato “la persona giusta” quando non la stava cercando, quando faceva volontariato o quando faceva qualcosa senza cercare un ritorno monetario immediato.

VALORI DEL VOLONTARIATO

PRINCIPI FONDANTI

1. Volontario è la persona che, adempiuti i doveri di ogni cittadino, mette a disposizione il proprio tempo e le proprie capacità per gli altri, per la comunità di appartenenza o per l’umanità intera. Egli opera in modo libero e gratuito promuovendo risposte creative ed efficaci ai bisogni dei destinatari della propria azione o contribuendo alla realizzazione dei beni comuni.

2. I volontari esplicano la loro azione in forma individuale, in aggregazioni informali, in organizzazioni strutturate; pur attingendo, quanto a motivazioni, a radici culturali e/o religiose diverse, essi hanno in comune la passione per la causa degli esseri umani e per la costruzione di un mondo migliore.

3. Il volontariato è azione gratuita. La gratuità è l’elemento distintivo dell’agire volontario e lo rende originale rispetto ad altre componenti del terzo settore e ad altre forme di impegno civile. Ciò comporta assenza di guadagno economico, libertà da ogni forma di potere e rinuncia ai vantaggi diretti e indiretti. In questo modo diviene testimonianza credibile di libertà rispetto alle logiche dell’individualismo, dell’utilitarismo economico e rifiuta i modelli di società centrati esclusivamente sull’”avere” e sul consumismo. I volontari traggono dalla propria esperienza di dono motivi di arricchimento sul piano interiore e sul piano delle abilità relazionali.

4. Il volontariato è, in tutte le sue forme e manifestazioni, espressione del valore della relazione e della condivisione con l’altro. Al centro del suo agire ci sono le persone considerate nella loro dignità umana, nella loro integrità e nel contesto delle relazioni familiari, sociali e culturali in cui vivono. Pertanto considera ogni persona titolare di diritti di cittadinanza, promuove la conoscenza degli stessi e ne tutela l’esercizio concreto e consapevole, favorendo la partecipazione di tutti allo sviluppo civile della società.

5. Il volontariato è scuola di solidarietà in quanto concorre alla formazione dell’uomo solidale e di cittadini responsabili. Propone a tutti di farsi carico, ciascuno per le proprie competenze, tanto dei problemi locali quanto di quelli globali e, attraverso la partecipazione, di portare un contributo al cambiamento sociale. In tal modo il volontariato produce legami, beni relazionali, rapporti fiduciari e cooperazione tra soggetti e organizzazioni concorrendo ad accrescere e valorizzare il capitale sociale del contesto in cui opera.

6. Il volontariato è esperienza di solidarietà e pratica di sussidiarietà: opera per la crescita della comunità locale, nazionale e internazionale, per il sostegno dei suoi membri più deboli o in stato di disagio e per il superamento delle situazioni di degrado. Solidale è ogni azione che consente la fruizione dei diritti, la qualità della vita per tutti, il superamento di comportamenti discriminatori e di svantaggi di tipo economico e sociale, la valorizzazione delle culture, dell’ambiente e del territorio. Nel volontariato la solidarietà si fonda sulla giustizia.

7. Il volontariato è responsabile partecipazione e pratica di cittadinanza solidale in quanto si impegna per rimuovere le cause delle diseguaglianze economiche, culturali, sociali, religiose e politiche e concorre all’allargamento, tutela e fruizione dei beni comuni. Non si ferma all’opera di denuncia ma avanza proposte e progetti coinvolgendo quanto più possibile la popolazione nella costruzione di una società più vivibile. 8. Il volontariato ha una funzione culturale ponendosi come coscienza critica e punto di diffusione dei valori della pace, della non violenza, della libertà, della legalità, della tolleranza e facendosi promotore, innanzitutto con la propria testimonianza, di stili di vita caratterizzati dal senso della responsabilità, dell’accoglienza, della solidarietà e della giustizia sociale. Si impegna perché tali valori diventino patrimonio comune di tutti e delle istituzioni. 9. Il volontariato svolge un ruolo politico: partecipa attivamente ai processi della vita sociale favorendo la crescita del sistema democratico; soprattutto con le sue organizzazioni sollecita la conoscenza ed il rispetto dei diritti, rileva i bisogni e i fattori di emarginazione e degrado, propone idee e progetti, individua e sperimenta soluzioni e servizi, concorre a programmare e a valutare le politiche sociali in pari dignità con le istituzioni pubbliche cui spetta la responsabilità primaria della risposta ai diritti delle persone.

ATTEGGIAMENTI E RUOLI

a) I volontari

10. I volontari sono chiamati a vivere la propria esperienza in modo coerente con i valori e i principi che fondano l’agire volontario. La dimensione dell’essere è per il volontario ancora più importante di quella del fare.

11. I volontari nell’esercitare il diritto-dovere di cittadinanza costituiscono un patrimonio da promuovere e da valorizzare, sia da parte delle istituzioni che delle organizzazioni che li impegnano. Pertanto esse devono rispettarne lo spirito, le modalità operative, l’autonomia organizzativa e la creatività.

12. I volontari sono tenuti a conoscere fini, obiettivi, struttura e programmi dell’organismo in cui operano e partecipano, secondo le loro possibilità, alla vita e alla gestione di questo nel pieno rispetto delle regole stabilite e delle responsabilità.

13. I volontari svolgono i loro compiti con competenza, responsabilità, valorizzazione del lavoro di équipe e accettazione della verifica costante del proprio operato. Essi garantiscono, nei limiti della propria disponibilità, continuità di impegno e portano a compimento le azioni intraprese.

14. I volontari si impegnano a formarsi con costanza e serietà, consapevoli delle responsabilità che si assumono soprattutto nei confronti dei destinatari diretti dei loro interventi. Essi ricevono dall’organizzazione in cui operano il sostegno e la formazione necessari per la loro crescita e per l’attuazione dei compiti di cui sono responsabili.

15. I volontari riconoscono, rispettano e difendono la dignità delle persone che incontrano e si impegnano a mantenere una totale riservatezza rispetto alle informazioni ed alle situazioni di cui vengono a conoscenza. Nella relazione di aiuto essi attuano un accompagnamento riservato e discreto, non impositivo, reciprocamente arricchente, disponibile ad affiancare l’altro senza volerlo condizionare o sostituirvisi. I volontari valorizzano la capacità di ciascuno di essere attivo e responsabile protagonista della propria storia.

16. I volontari impegnati nei servizi pubblici e in organizzazioni di terzo settore, costituiscono una presenza preziosa se testimoniano un “camminare insieme” con altre competenze e profili professionali in un rapporto di complementarietà e di mutua collaborazione. Essi costituiscono una risorsa valoriale nella misura in cui rafforzano le motivazioni ideali, le capacità relazionali e il legame al territorio dell’organizzazione in cui operano.

17. I volontari ricevono dall’organismo di appartenenza o dall’Ente in cui prestano servizio copertura assicurativa per i danni che subiscono e per quelli economici e morali che potrebbero causare a terzi nello svolgimento della loro attività di volontariato. Per il principio della gratuità i volontari possono richiedere e ottenere esclusivamente il rimborso delle spese realmente sostenute perl’attività di volontariato svolta.

b) Le organizzazioni di volontariato

18. Le organizzazioni di volontariato si ispirano ai principi della partecipazione democratica promuovendo e valorizzando il contributo ideale e operativo di ogni aderente. È compito dell’organizzazione riconoscere e alimentare la motivazione dei volontari attraverso un lavoro di inserimento, affiancamento e una costante attività di sostegno e supervisione.

19. Le organizzazioni di volontariato perseguono l’innovazione socio-culturale a partire dalle condizioni e dai problemi esistenti. Pertanto propongono idee e progetti, rischiando e sperimentando interventi per conto della comunità in cui operano. Evitano in ogni caso di produrre percorsi separati o segreganti e operano per il miglioramento dei servizi per tutti.

20. Le organizzazioni di volontariato collaborano con le realtà e le istituzioni locali, nazionali e internazionali, mettendo in comune le risorse, valorizzando le competenze e condividendo gli obiettivi. Promuovono connessioni e alleanze con altri organismi e partecipano a coordinamenti e consulte per elaborare strategie, linee di intervento e proposte socio-culturali. Evitano altresì di farsi carico della gestione stabile di servizi che altri soggetti possono realizzare meglio.

21. Le organizzazioni di volontariato svolgono un preciso ruolo politico e di impegno civico anche partecipando alla programmazione e alla valutazione delle politiche sociali e del territorio. Nel rapporto con le istituzioni pubbliche le organizzazioni di volontariato rifiutano un ruolo di supplenza e non rinunciano alla propria autonomia in cambio di sostegno economico e politico. Non si prestano ad una delega passiva che chieda di nascondere o di allontanare marginalità e devianze che esigono risposte anche politiche e non solo interventi assistenziali e di primo aiuto.

22. Le organizzazioni di volontariato devono principalmente il loro sviluppo e la qualità del loro intervento alla capacità di coinvolgere e formare nuove presenze, comprese quelle di alto profilo professionale. La formazione accompagna l’intero percorso dei volontari e ne sostiene costantemente l’azione, aiutandoli a maturare le proprie motivazioni, fornendo strumenti per la conoscenza delle cause dell’ingiustizia sociale e dei problemi del territorio, attrezzandoli di competenze specifiche per il lavoro e la valutazione dei risultati.

23. Le organizzazioni di volontariato sono tenute a fare propria una cultura della comunicazione intesa come strumento di relazione, di promozione culturale e di cambiamento, attraverso cui sensibilizzano l’opinione pubblica e favoriscono la costruzione di rapporti e sinergie a tutti i livelli. Coltivano e diffondono la comunicazione con ogni strumento privilegiando – dove è possibile – la rete informatica per migliorare l’accesso alle informazioni, ai diritti dei cittadini, alle risorse disponibili. Le organizzazioni di volontariato interagiscono con il mondo dei mass media e dei suoi operatori perché informino in modo corretto ed esaustivo sui temi sociali e culturali di cui si occupano.

24. Le organizzazioni di volontariato ritengono essenziale la legalità e la trasparenza in tutta la loro attività e particolarmente nella raccolta e nell’uso corretto dei fondi e nella formazione dei bilanci. Sono disponibili a sottoporsi a verifica e controllo, anche in relazione all’organizzazione interna. Per esse trasparenza significa apertura all’esterno e disponibilità alla verifica della coerenza tra l’agire quotidiano e i principi enunciati.