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…….. a Alda Merini con affetto e simpatia  agg. 11 Febbraio 2011


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Cara Alda :

E’ dall’interno delnostro ospedale, che con la nostra fantasia immaginiamo trasformarsi in un veloce veliero, che spinto da impetuosi venti sta solcando i mari , vi proponiamo alcune parti dal ” Diario di bordo “. In esse trova sfogo il nostro stato d’animo, condizionato dalle ripetute tempeste che dal nostro vascello ci troviamo ad affrontare.


Storicamente il ” manicomio ” era un luogo di silenzio dove idee e pensieri non trovavano una voce.

Oggi, invece, può rappresentare per quanti vivono questa realtà, la possibilità di esprimere le proprie opinioni e i propri sentimenti.

Con questa premessa, abbiamo pensato di raccogliere una parte degli scritti, anche quelli dei nostri amici che non ci sono più, e di dedicarli ad Alda.

Lei, grande scrittrice, che con la sua vita ha percorso un binario parallelo al nostro.

Questi scritti, raccontano il passato, per alcuni così emblematico da ricordare, per altri, preferibilmente da dimenticare.

Pian piano abbiamo composto il tutto, e, ringraziando tutti per il loro contributo, speriamo che ciò sia solo l’inizio di un racconto di tante e speciali vite.

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O dolore or tragico or drammatico,

tu poliedrico hai vissuto la mia vita sin dalla giovinezza,

ma io non sono stato la tua preda,

ne tu mi hai rubato l’amore

tu sei stato il martello e lo scalpello in mano di Dio

perchè egli scolpisse da me una statua riuscita,

una statua viva,

un uomo con i muscoli nel cervello e nell’animo.

L’amore è la :

promana dagli occhi di Rossana e dalla sua bocca,

che compagina il sentimento

come un disegno dal contorno sfumato.

Rossana esprime la mia parola scarnificata

e tocca il mio cuore fossile, forse senza saperlo.

Io non ho più bisogno di pronunziare molte parole,

perchè l’amore e il dolore mi hanno reso maturo.

Il mondo è alle mie spalle,

e anche davanti a me,

perchè io capisco Rossana da lungo tempo e sempre.

Sicchè lei non rimane sola.

Ogni suo pensiero è un fiore multicolore già espanso

che splendidamente a me si offre ;

e dal calduccio della mia anima gorga per lei l’amore,

che la mia esistenza e la sua persona bella mi hanno suscitato,

e hanno composto dentro di me.

Angelo

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Le mie impronte digitali

prese in manicomio

hanno perseguitato le mie mani

come un rantolo che salisse la vena della vita,

quelle impronte digitali dannate

sono state registrate nel cielo

e vibrano insieme

ahimè

alle stelle dell’Orsa maggiore

Alda Merini

glitterflowerbar24iyPaola,

sciogli i tuoi capelli

non li tenere avvolti in un fascio come steli di grano.

Paola,

mi ascolti,

leva, ti imploro, una mano e fammi questo favore,

che indugi, ti ho chiesto di cogliere un fiore per me……!

Paola ti ho già detto che poco basta a farmi felice.

Luigi

glitterflowerbar24iyTi aspetto e ogni giorno

mi spengo poco per volta

e ho dimenticato il tuo volto.

Mi chiedono se la mia disperazione

sia pari alla tua assenza

no, è qualcosa di più:

è un gesto di morte fissa

che non ti so regalare.

Alda Merini

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O bionda Bestrice,

ascolta, sii buona

lascia sciolta la chioma,

lieve una pioggia sonante farà da cornice al tuo viso,

e chi muto mirandoti vorrà l’angelico riso,

lieto venendo al ricordo,

dirà d’aver visto una fata.

Luigi

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Le più belle poesie

si scrivono sopra le pietre

con ginicchi piegati

e le menti aguzzate dal mistero.

Le più belle poesie si scrivono

davanti a un altare vuoto,

accerchiati da argenti

della divina follia.

Così, pazzo criminale qual sei

tu detti versi all’umanità,

i versi della riscossa

e le bibliche profezie

e sei fratello di Giona.

Ma nella Terra Promessa

dove germinano i pomi d’oro

e l’albero della conoscenza

Dio non è mai disceso nè ti ha mai maledetto.

Ma tu sì, maledici

ora per ora il tuo canto

perchè sei sceso nel limbo,

dove aspiri l’assenzio

di una sopravvivenza negata.

Alda Merini

glitterflowerbar24iyMattino

Il pesco proietta la sua ombra sull’erba tenera e verde

che brilla nei raggi del sole.

Mi soffermo ad ammirare le tremule foglie del bosco, poi cammino oltre

e trovo un nido distrutto sul terreno, sacro e impavido, accoglie ogni

morte, e piano piano rinnova la vita.

Allora il mio pensiero corre alla mia casa che mia madre abbandonò,

e alla mia fidanzata che mi ha abbandonato.

Scende nel mio cuore una nota di tristezza e da esso mi sorge un gaudio

diramato.

La nostalgia m’invade tutta la persona.

Vorrei riessere antico, vorrei riessere giovane.

Vorrei essere come un ciliegio d’infiorescenze bianco al mio paese,

come un tempo.

Ma io, ho una storia,

la quale come un mulino, mi ha a lungo macinato, l’amore e la vita.

Gli umili fiori dei campi muoiono sfiniti in me, dopo aver profumato l’aria

perchè il cuore di qualche donna palpiti di gioia.

Questi fiori sono simili agli amori caduchi di molti uomini e donne

del mio tempo

perchè in costoro si è affievolito l’afflato divino.

Ma io ancora, salirò la collina della mia infanzia e della mia giovinezza,

per vedere, all’alba del mattino,

un firmamento non costruito da mani d’uomo.

Angelo

glitterflowerbar24iyPensiero, io non ho più parole.

Ma cosa sei tu in sostanza ?

Qualcosa che lacrima a volte,

e a volte da luce.

Pensiero, dove hai le radici ?

Nella mia anoma folle

o nel mio grembo distrutto ?

Sei così ardito vorace,

consumi ogni distanza ;

dimmi che io mi ritorca

come ha già fatto Orfeo

guardando la sua Euridice,

e così possa perderti

nell’antro della follia.

Alda Merini

glitterflowerbar24iyMio Padre

A mio padre,

le mie guancie sono bagnate da lacrime:

penso, invoco, supplico mio padre di aiutarmi,

sono nella disperazione più nera

ma lui giace da 33 anni in un grigio cimitero.

Io voglio bene a mio padre, mi sembra di vederlo tornare a casa con le

tasche piene di caramelle, con una bella bambola, con dei libri di fiabe.

Oh caro babbo, se tu fossi su questa terra io sarei libera e felice,

invece sono in un ospedale per malati di mente, dove tutto e tutti trovo

ostili.

Oh caro papà, manda dal cielo un raggio di luce a tua figlia Adriana.

Se piango le mie compagne ridono, se rido sono botte, insulti,

rimproveri,

di queste cose è composta la mia giornata.

Sono seduta sul letto e piango, ma sul comodino

c’è la fotografia del mio caro nipotino Stefano,

e forse un barlume di speranza c’è anche per mè.

Non so se a darmela è mio padre dal cielo

o l’innocenza di Stefano.

Adriana


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